Quello appena concluso a Vienna è un Campionato Europeo consegnato alla storia per vari motivi.
Per la prima volta la gara a squadre ha seguito quella individuale nella giornata conclusiva e l'Italia festeggia il primo titolo a squadre femminile. E' stata più di una vittoria, un trionfo. Le azzurre hanno dimostrato una superiorità netta che allo stato attuale non trova margini di confronto con nessun altra compagine in Europa, chiudendo i confronti quasi sempre nei primi tre incontri. Anche una Francia con la Decosse schierata non avrebbe fermato le azzurre. Merito di una Forciniti in splendido stato di forma e di Edwige Gwend, consacrata tra le stelle internazionali anche a livello assoluto dopo i successi giovanili. Ma non voglio sottolineare le prove dei singoli, la gara di ieri ha confermato come la competizione a squadre possa sovvertire i pronostici individuali. E come avviene da sempre in altri sport l'Italia sa dare il meglio con lo spirito di gruppo.
Tra i migliori sicuramente Liparteliani (GEO), un grandissimo talento già maturato, Antonio Ciano che ha già dimenticato l'incidente della gara individuale e ha dato prova di grande classe, il polacco Tomasz Adamiec in giornata di grazia. Andrea Regis ha dimostrato che gli manca solo un pò di esperienza per battere chiunque. Dispiace per Lorenzo Bagnoli che, in un'altro momento, avrebbe portato sicuramente l'Italia al successo contro la Francia nella semifinale.
Doveva essere l'Europeo a squadre della Russia. La squadra di Gamba era chiamata a dimostrare la superiorità mostrata singolarmente nelle ultime competizioni internazionali. E così i grandi nomi avevano lasciato spazio e punti per il ranking alle seconde linee nella gara individuale. Ed aldilà delle scelte tecniche una motivazione aggiuntiva, ma non di poco rilievo, era la presenza di Putin nella tribuna della gara a squadre. La squadra maschile era quindi chiamata ad impressionare positivamente il leader russo. Purtroppo però nello sport la giornata storta può capitare a tutti e la pressione è difficile da gestire. Un grande merito và alla squadra italiana che ci ha creduto e difatto è risultata l'unica a superare i russi. E' innegabile però che Isaev e Nifontov, alla vigilia punti sicuri, non abbiano combattuto ai propri livelli. Ed infine ciò che non è calcolabile e che ha creato non poco imbarazzo. La squadra georgiana, già campione del mondo, sale sul gradino più alto del podio. Uno smacco per Putin ma anche un contesto difficile da gestire per chi aveva programmato un altro esito. E così, cambio di programma e Putin e presidente UEJ ( Soloveychik anch'egli russo), si dirottano a premiare il podio femminile avendo anche la caduta di gusto di abbandonare la tribuna d'onore durante la premiazione dei georgiani, la quale dal canto suo sapeva già di essere andata oltre il quarto titolo.
Ravenna 28 marzo 2010 - Molte conferme ed emozioni nella domenica romagnola che ha assegnato i titoli italiani assoluti nelle categorie femminili. Da Francesca Congia giunta al suo quinto titolo alla grintosa Lucia Tangorre che ha avuto ragione di Tania Ferrera acclamata da tutto il pubblico di casa. Non è bastata la bella vittoria sulla Cuomo a Valentina Aloisi per arrivare alla vittoria finale. In una rivincita della scorsa edizione, miglior incontro di tutta la giornata, l'atleta dell'Esercito riusciva a vincere a terra un incontro molto combattuto dentro e fuori il tatami. Si rinnova anche la sfida a 52Kg che ha premiato stavolta la Forciniti (Carabinieri Roma) sulla Magnolfi (FFGG Roma) che aveva prevalso nella scorsa edizione. Conferme per la Gwend, giunta ormai ad una maturazione e superiorità che le consentirà di dominare la categoria per molti anni, e per Assunta Galeone che in finale supera Gilda Rovere (Carabinieri Roma). Cambio di categoria ma non di medaglia per Marisa Celletti che, tornata nella categoria dei 70Kg, si arrende all'uchimata della Barbieri giunta al quarto titolo.